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Paterno Calabro

Paterno Calabro: un borgo con radici romane e una forte identità spirituale

Paterno Calabro, a 750 metri di altitudine, è un borgo dalle antichissime origini, forse fondato dai romani e ripopolato nel medioevo. Il paese è noto per l’imponente convento fondato da San Francesco di Paola, che ha profondamente influenzato la comunità. Il centro storico è caratterizzato da vecchie case, palazzi storici e sentieri che conducono al fiume Jassa. Numerosi fontanili testimoniano la vita comunitaria di un tempo, mentre la festa di San Francesco celebra il patrono del borgo. 

Come arrivare: indicazioni stradali.

chiostro s francesco
Paterno Calabro

Cenni storici

Paterno è un paese di antichissime origini, in posizione collinare a 750 metri di altitudine.
Secondo gli storici, potrebbe essere stato fondato da colonizzatori romani per poi essere ripopolato nell’alto medioevo a seguito delle incursioni saracene. Il suo nome deriva da ‘paternum’ ossia terra del padre.
Grazie alla preoccupazione di Padre Paolo Rendace, sensibilizzò Francesco di Paola a fondare l’imponente convento che impresse una forte identità al paese e ai suoi abitanti.
Il paese è suddiviso in frazioni tra cui, nel centro storico, Capore Calendini, Merendi, Casal di Basso e, in posizione più decentrata, Pugliano, Spadolette, Taverna, Vallegiannò, Insiti e Tornarizzo.
Il nucleo più antico del borgo, custodisce vecchie piccole case e antichi palazzi storici, oltre ad una serie di vecchi sentieri pedonali che lo collegano all’aerea del fiume Jassa.
Patrono del Paese è l’amato San Francesco, la cui festa ricorre la seconda domenica di Pasqua.
Molti sono i fontanili con vasche adibite un tempo a lavatoio comune: i Cerrati nella frazione Capore, la Fontana Grande con 2 vasche e sette canali a Calendini, i Cimini con due vasche e cinque canali a Casal di Basso, Santa Barbara a Merendi. 

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Paterno Calabro

La chiese

Santuario di San Francesco di Paola

Di notevole valore artistico ed architettonico, nonché di grande interesse storico, è il santuario di San Francesco la cui costruzione risale al XV sec.
Con portale in stile gotico, conserva oltre alle reliquie del Santo anche dipinti di pregevole fattura e di enorme valore storico e artistico.
La costruzione del monastero risale all’anno 1472 quando San Francesco in compagnia di un mastro muratore paolano partì da Paola per recarsi a Paterno alla ricerca di un suolo sul quale doveva sorgere il monastero.
Pare che San Francesco si sia reso irreperibile all’arrivo a Paterno dei soldati del re Ferrante venuti a catturarlo: “Egli era in chiesa dove tante volte l’avevano cercato, ma si era reso invisibile ai loro occhi”.
Si racconta che, nel momento in cui si doveva collocare un pesante architrave sul portale, gli operai si rifiutarono di dare una mano dicendosi stanchi dall’enorme fatica della giornata.
Frate Francesco, allora, lo prese con una mano e lo mise a posto.
Il sopraccitato architrave è attualmente in tre pezzi per due spacchi e si regge miracolosamente.
Nella lunetta del portale intorno al 1520 fu eseguito l’affresco del Santo di Paola a mezzo busto con teste angeliche, forse come era apparso in San Pietro al rito della canonizzazione.
Il portico è sormontato da una loggia rinascimentale. Il campanile fu eretto nella seconda metà del XVI sec. e la cella campanaria è dotata di quattro campane.
La chiesa è a due navate. La prima, principale, ospita gli altari di S. Teresa d’Avila, del Beato Tommaso Felton, martire minimo inglese, del Beato Nicola da Longobardi, laico minimo di Longobardi (CS), di S. Michele Arcangelo e l’altare maggiore. Nella navata piccola trovano invece posto gli altari della Madonna del Carmine, della Madonna del Miracolo, di S. Lucia e di S. Francesco, in origine tutti in muratura. Le pale degli altari, tranne il quadro del B. Tommaso, risalgono al ‘700 e sono opera dei pittori Francesco Bruno (S. Lucia, 1750) e Cristoforo Santanna (SS. Annunziata, 1785, B. Nicola, 1786, oltre a varie altre tele raffiguranti il Battesimo di Gesù e la Madonna del Carmine con i santi Antonio e Teresa, conservate nel museo conventuale). Nell’abside la grandiosa pala dell’Annunziata è sormontata da una tela molto più piccola raffigurante l’Eterno Padre, ed è contornata da altre quattro rappresentanti S. Giovanni Battista, S. Pietro, S. Paolo e S. Francesco, di autore ignoto.
Altre opere di pregevole fattura sono, in chiesa, il tronetto del presbiterio, la nicchia delle reliquie in noce intarsiato e il coro (purtroppo in avanzata decadenza), e, in sacrestia, il lavabo del coro, opera del 1786 dello scultore Giovanni Posteraro di Lago (CS), e soprattutto il settecentesco soffitto a cassettoni.
Tra le reliquie del Santo conservate nell’apposita nicchia c’è un Ossicino di S. Francesco, offerto al Santuario dal Generale dei Minimi P. Castiglione, un Cappuccio, una funicella, calzari in stoffa di S. Francesco, e due suoi Codici Liturgici, una Pentola metallica servita per la cucina del Convento e strumento di molti miracoli (anche recenti), e una delle pietre sulle quali il Santo partendo per la Francia, lasciò impresse le orme dei piedi.
si presenta come un corpo unico con il sopra descritto Santuario e il Convento dei Frati, che fino a qualche anno fa è stata sede di noviziato per le nuove “leve” dei Minimi.
Le parti del Convento di grande interesse sono il chiostro ed il refettorio:
Il chiostro su sei archi ogivali per lato, poggianti su altrettante colonne, offre ai visitatori un senso di armonia e luminosità. Nel corridoio, da un lato, vi sono 31 lunette con affreschi del Seicento raffiguranti alcuni tra i più grandi prodigi operati dal Santo a Paterno. Dall’altro lato vi sono affrescati busti di religiosi dell’ordine dei Minimi vissuti prima della metà del Seicento, insigni per virtù e cultura.
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Il refettorio è una grande sala tramezzata da due file di colonne corinzie ottagonali, collegate con archi che sostengono il soffitto, rivestite di tavole arabescate. Sulla parete di fondo vi è un affresco raffigurante “l’Ultima Cena” risalente al Cinquecento e in buone condizioni di conservazione.
All’esterno della chiesa meritano una visita la fornace e la grotta. 

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Chiesa dell'Immacolata

Costruita nella seconda metà del XVII secolo, sorge a poca distanza dalla Chiesa di San Pietro e Paolo. Il portale in pietra, che reca la data di costruzione, è sormontato dallo stemma mariano. La chiesa oggi, sconsacrata, è di proprietà del Comune. 

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Chiesa di San Pietro e Paolo

E’ la chiesa matrice del borgo di Paterno Calabro, nel rione Calendini.
Databile nel XV secolo, ha una facciata dalle linee semplici suddivisa in due ordini sovrapposti e culminante con un timpano, sulla sinistra la torre campanaria.
L’interno della chiesa è ricco di affreschi tra cui re Davide che suona l’arpa, il Miracolo della porta bella, il trionfo della Chiesa di Cristo sui pagani e di importanti dipinti tra i quali San pietro e paolo posto sull’altare maggiore, l’Apparizione della Madonna a San Lorenzo, la Natività, tutti databili nella metà del 1700. 

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Chiesa di Tutti i Santi

Situata nel rione Capore, la chiesa è datata XV secolo. Semplice la facciata con un portale in pietra tufacea e un campanile realizzato in epoca successiva.
All’interno è presente un bellissimo pulpito una fonte battesimale una statua della Madonna con il bambino e alcuni dipinti. 

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Chiesa di Sant'Angelo

Adagiata su un piccolo promontorio roccioso, nel rione Casal di Basso, questa piccola chiesa di affaccia sulla vallata del fiume Jassa ed offre un panorama mozzafiato.
Gli storici collocano la sua costruzione nel XVI secolo.
La facciata è semplice, con intonaco a calce, argenteo, che assorbe e riflette al tempo stesso i colori nell’ambiente che la circonda. Un portale ad arco a tutto sesto, realizzato in pietra tufacea, la abbellisce ulteriormente conferendole un delicato equilibrio architettonico.
All’interno sono conservati alcuni dipinti del 1700 tra i quali la Madonna del Rosario e la statua di S. Miche Arcangelo e quella di San Giuseppe con il bambino. 

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Chiesa di San Giovanni Battista

Costruita intorno al 1200 nel rione Casal di Basso, la chiesa rimaneggiata nel periodo barocco presenta una sola navata centrale, e gli altari laterali. Attualmente la chiesa è stata affidata al Comune. 

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Chiesa di Santa Maria Assunta

Sita nella frazione di Pugliano, la chiesa risale al XVII secolo. La semplice facciata presenta un arco a tutto sesto e sulla destra il campanile.
L’interno è ad una sola navata con i resti di un vecchio altare impreziosito da un dipinto settecentesco. La chiesa di Santa Maria Assunta è affacciata sul fiume Jassa e gode di un magnifico panorama.

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Romitorio di San Marco

Situato nella parte più elevata del paese, l’eremo di San Marco rappresenta un’impronta dei primi insediamenti che diedero vita a Paterno Calabro. Fondato su un antico sito di culto, l’eremo risale all’epoca delle invasioni saracene. Oggi è allo stato di rudere. 

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Le antiche dimore

Palazzo Spada

Situato nel rione Calendini, proprio di fronte alla chiesa di San Pietro e Paolo, risale al XVII secolo
Il palazzo si sviluppa su due livelli: in quello inferiore oltre al bellissimo ingresso, si trovano ambienti un tempo adibiti a stalle e a luoghi di lavoro (baco da seta), ed uno superiore adibito a residenza. Molto bella la scala rinascimentale a due rampe da cui si accede pure al giardino con piante secolari e alcune fontane in pietra.

Palazzo Grandinetti-Aloe

Si tratta di un meraviglioso complesso storico edificato a partire dal XVI sec. Ne è testimonianza il grande arco a tutto sesto, che mette in comunicazione i due corpi su cui si sviluppa il palazzo.
L’architettura del complesso è ben conservata come pure le facciate e i contorni che adornano le finestre e i balconi.
Entrambi i corpi di fabbrica recano al loro interno una piccola corte.

Palazzo Misasi

Situato nel rione Capore, questo palazzo è datato nel medesimo periodo del santuario di San Francesco di Paola. Ne sono testimonianza le celle monacali rinvenute all’interno, con archi ogivali in pietra tipici del periodo gotico.
Il palazzo si sviluppa su più piani e la facciata esposta sull’altipiano della Sila ospita 5 magnifici balconi contornati da pietra locale e balaustre in ferro battuto.
Dal portone di ingresso con arco a tutto sesto si accede ad un primo ambiente dove spicca un grande arco cinquecentesco che divide lo spazio con un sapiente equilibrio architettonico: il pavimento è originale, realizzato con acciotolato di fiume. La scala che conduce alla residenza, è realizzata in pietra rosa di mendicino e un piccolo colonnato è sormontato da volte a botte ribassate, con pavimento in pietra di Altilia.
Il giardino esterno, gode di piante secolari di ulivo e di una vista magnifica.
Il palazzo, che è stato oggetto di un certosino restauro conservativo, è vissuto dalla famiglia.

Palazzo Goffredi

Il palazzo risale alla prima metà del XVIII sec. ed è situato nel rione Casal di Basso.
Si sviluppa su due livelli, comunicanti per il tramite di una bellissima scala. Il piano inferiore era costituito da ambienti di lavoro, magazzini e cucine, la parte superiore a residenza.
Il palazzo è stato completamente ristrutturato e oggi è di proprietà del Comune.
Alcuni ambienti sono stati adibiti a Biblioteca Comunale ‘Nicola Misasi’ in omaggio al noto romanziere calabrese.

Palazzo Naccarato

Si trova nel rione Casal di Basso, databile nel sec. XIX.
Gode di una magnifica posizione e si affaccia sulla vallata del fiume Jassa.
Il palazzo si sviluppa su due livelli intervallati da una cornice in pietra che corre lungo la facciata che lascia intravedere la muratura realizzata a pietra.
Il portone di ingresso è ad arco a tutto sesto, in mattoni. Manto di copertura in coppi originali e linee equilibrate, rendono integro questo bellissimo manufatto storico.

Palazzo Marrello

Situato nel rione Calendini, questo bellissimo palazzo è databile nel XVIII sec.
Ha un bel portale ad arco a tutto sesto, si sviluppa su due piani e si affaccia sull’altipiano della Sila. Completamente ristrutturato, è vissuto dai proprietari che ne custodiscono la sua bellezza ed integrità.

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Antichi fontanili

Fontana dei Cerrati

Questa fontana, nota come dei “Cerrati”, si trova lungo un antico sentiero che collega la parte alta del paese alla piazza di fronte al Santuario di San Francesco. Le vasche erano di grande utilità per la popolazione, che le utilizzava fino agli anni ’50 per lavare i vestiti “alla cibbia”.

La Fontana Grande

La fontana Grande, situata nella zona dei “Calendini”, è un antico lavatoio che ancora oggi fornisce piccoli corsi d’acqua per tutto il paese, principalmente utilizzati dagli abitanti per l’irrigazione. Fin dai primi anni del ‘900, questo era il punto di incontro per le donne che lavavano i panni, dato che non c’era ancora acqua corrente nelle case. Le donne portavano i panni sulla testa fino a questa fontana, dove si fermavano a lavare e socializzare mentre i bambini giocavano. La fontana, composta da diverse vasche, è alimentata anche da sorgenti naturali nelle rocce circostanti, creando un ambiente tranquillo e rilassante, lontano dalla vita frenetica del paese.

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