Scopri le meraviglie storiche.
Esplora le necropoli, gli antichi ponti e altri siti storici che testimoniano il ricco passato della Valle del Savuto. Attraversa i sentieri che collegano queste gemme archeologiche e immergiti nella storia millenaria della regione, dove ogni pietra racconta una storia.
Le necropoli
Necropoli di Torre Toscana
Su una radura a sud-est del centro storico di Belsito, è presente una necropoli, dalla quale si possono controllare gli antichi percorsi stradali che attraversavano i «Campi di Malito» per giungere sul mar tirreno. Secondo gli storici, fu utilizzata da una popolazione rurale di origini longobarde. Gli scavi hanno portato alla luce 23 tombe antropomorfe scavate nella roccia, strette da ospitare un solo individuo, disposte a file regolari, contenenti elementi di corredo, conservati nel Museo Nazionale della Sibaritide. Le sepolture sono orientate in direzione est-ovest e disposte su righe ordinate che si sviluppano in senso nord-sud, nell’ambito di raggruppamenti per nuclei. Sono presenti in loco anche alcuni pezzi di lastre di pietra che servivano a coprire i tumuli. Ma l’aspetto più interessante, dal punto di vista archeologico, è costituito dalle tracce di alcuni fori di palo che, lì dove la morfologia del terreno lo ha consentito, si sono perfettamente conservati. Questi dati potrebbero contribuire a gettare nuova luce sulla tipologia dei cimiteri e sul toponimo «Pertica» che erano «travi» piantate nelle aree cimiteriali per ricordare i guerrieri longobardi: lunghe aste sormontate da figure di uccelli (particolarmente frequente la colomba), derivate dalle insegne portate in battaglia. I Longobardi ne fecero un uso funerario: quando una persona moriva lontano da casa o risultava dispersa in battaglia, la famiglia compensava l’impossibilità di celebrarne i funerali piantando nel terreno una di queste aste, con il becco dell’uccello orientato verso il punto in cui si credeva fosse morto il familiare.
Necropoli Torre Broccolo
I ponti
Ponte di Monticelli
Ponte di Macchie
Ponte di Pugliano
Altro piccolo antico ponte dalle origini ignote.
A distanza di secoli, continua a svolgere la sua importante funzione, consentendo il transito a quanti, in auto, percorrono la strada comunale che collega la frazione di Pugliano, nel territorio di Paterno Calabro, con il suo centro storico.
Tra quelli presenti lungo il fiume Jassa, il ponte di Pugliano è il più facilmente raggiungibile.
Ponte di Donnici
E’ l’ultimo dei 4 antichi ponti, ancora integri, costruiti lungo le sponde del fiume Jassa.
Anche la struttura di questo ponte è in pietrame e blocchi di tufo, a schiena d’asino, ed è materia di studio da parte di esperti e storici, al fine della sua datazione.
Il ponte di Donnici si trova in un territorio al confine tra Dipignano e Donnici, un’area rurale di notevole interesse storico.
Altri siti
Ex convento dei Cappuccini
Fu il primo convento provinciale dei Cappuccini e, se pur costruito in pieno Rinascimento, ha forti valenze medievali. Il Convento dei Frati Minori Cappuccini fu costruito fra gli anni 1533 e 1538 e sorge alle porte del centro storico di Dipignano. Al convento era annessa una chiesa, intitolata a Santa Maria degli Angeli.
Fondato nel 1533 grazie all’impegno di due monaci dipignanesi (padre Francesco della famiglia Jacuso e padre Girolamo della famiglia Festa), dopo 278 anni di proficua attività religiosa, fu soppresso nel 1811 dalle leggi napoleoniche. Successivamente appartenne alla famiglia Marini Serra che lo trasformò in una ridente villa di campagna adibita a residenza estiva. Il 1992 fu acquistato dal comune di Dipignano.
Il suo aspetto planimetrico è caratteristico delle tipologie monastiche: chiostro centrale, chiesa su un lato, percorsi pedonali coperti lungo i lati del chiostro e 24 celle rivolte verso un piccolo orto esterno. Nel corso dei lavori di restauro, sono venute alla luce, sotto il pavimento della chiesa, una serie di cripte tombali ed una piccola cisterna sotterranea. Molto apprezzabili sono la scala ed il piccolo portico al piano rialzato sulla facciata sud.
Il convento, pur se costruito in pieno Rinascimento, ha delle forti valenze medioevali che si appalesano nei caratteri architettonici e nell’archetipo tipologico conventuale, con i suoi spazi, i suoi percorsi, le sue funzioni, condizionati dal lavoro e dalla preghiera dei frati.
Era insomma un luogo di attrazione ascetica, di orazione, di memoria e di culto; ma anche di altissima promozione culturale, secondo la concezione del monachesimo sviluppatasi nell’ambito del medioevo occidentale.
Mulino Gennarino
Storica struttura rurale, in pietra, posta a poca distanza dal ponte di Pugliano.
Del mulino, è perfettamente conservata la parte che riguarda il canale in pietra necessario allo scorrimento dell’acqua, deviata dal fiume Jassa, e la ‘garritta’, l’antica alta cisterna a forma circolare che favoriva il ‘precipitare’ dell’acqua nell’area sottostante con la pressione necessaria a far ruotare la ruota orizzontale. La ruota, in legno di quercia, faceva ruotare le macine poste all’interno di un piccolo locale adibito alla lavorazione del grano e la sua trasformazione in farina.
Dall’area del mulino, attraverso un vecchio sentiero, di giunge nel centro storico di Paterno Calabro.
Mulino Aloe
Si tratta di una struttura risalente al secolo XIX, perfettamente conservata, realizzata con muratura in pietrame e tetto in letto e coppi. Le aperture dei suoi ambienti recano archi in pietra tufacea che conferiscono al manufatto uno straordinario equilibrio architettonico. La zona adibita alla lavorazione del grano, ospita le macine in pietra e gli altri elementi necessari per il funzionamento del mulino. C’è anche un ambiente destinato ad ospitare il mugnaio.
Archi di Fiego
Si tratta di una magnifica struttura, confinante con il fiume Jassa, sita in contrada Fiego nel territorio di Donnici, a confine tra i comuni di Dipignano e Paterno Calabro.
Gli studiosi dibattono sulla sua funzione, ipotizzando un antico acquedotto oppure i sostegni dell’antica via Popilia, il cui transito lungo questi territori è oramai appurata.
Di certo, la struttura, composta da circa 10 imponenti arcate in blocchi di tufo, si inserisce in un panorama meraviglioso.
Facilmente raggiungibile attraverso la strada statale che collega Dipignano con Donnici.
Grotte di Chiauco
Poco distante dall’antico ponte di Monticelli, si trova un insieme di grotte millenarie, avvolte nel mistero: si tratta delle Grotte di Chiauco. Grandi cavità di varia estensione e profondità con lunghi cunicoli inseplorati, ci riportano indietro fino alla preistoria. Facilmente raggiungibili, lungo un sentiero che nella stagione estiva è ricco di origano, consentono di godere di un incredibile panorama sulla vallata scavata dal fiume Jassa, e di ammirare il volo degli uccelli.
Affresco della Madonna del latte
A Dipignano, in località Motta (che forse ospitò il più antico insediamento urbano), in cima ad una collina, percorrendo un sentiero circondato da uliveti, si giunge nei pressi di una piccola antica chiesa diruta dove, ai piedi dell’altare e all’interno di un’edicola in muratura, è possibile ammirare uno splendido affresco della Madonna e delle anime del purgatorio: si tratta della “Galaktotrofusa”, cioè un’immagine che mette in evidenza l’aspetto materno di Maria ed esprime la natura umana insita in Cristo insieme a quella divina, icona che risale all’antico Egitto, alla dea Iside che allatta, culto che si intrecciò con il Cristianesimo.
Ai lati della vergine, due altri piccoli affreschi. Sulla sinistra è raffigurato San Michele arcangelo, vestito da soldato romano che infilza il demonio con la lancia, con espressione dolce e decisa; sulla destra, San Nicola col piviale, mitria, pastorale e libro, espressione incisiva del volto e sguardo scrutatore.
Quanto alla sua datazione, secondo gli storici l’iconografia del San Michele potrebbe rimandare ad ascendenze bizantine, mentre il volto di San Nicola richiamerebbe i grandi maestri romani del 1500.